News

August 2010

May 2010

Il Nodo has signed a Memorandum of Understanding with the Cambodian government.

 

February 2010

Il Nodo has begun a Sponsorship Program for Cambodian children.  The Sponsorship Program is an easy way, available to all, to help prevent the abandonment of children.  Sponsorship helps to ensure access to education and development of the child within the family. In actuality, sponsorship amounts to much more than just a sum of money being sent to a child - it helps to broaden their horizons and enrich their lives, by creating a relationship of deep solidarity with someone far away.


Further information on Il Nodo's newly launched Sponsorship Program is available in Projects.

 

Trip to Cambodia

 

 


In February 2010 Il Nodo is organed a trip to Cambodia. The trip was to show our members and supporters the country where our projects take place and, above all, to share with them the extraordinary personal experience gained from direct contact with the people of the Land of smiles.


Our trip will be a journey to show others the different aspects of Cambodia that have deeply touched our hearts and convinced us to work there. The trip will enable us to learn about the arts, culture and traditions but also to highlight the real problems village people face each day, the people we would like to help.

We will begin to learn about this wonderful country by visiting the planes of the Angkor temples, considered by UNESCO one of the most important artistic heritage sites in Asia. We will greatly benefit being accompanied by Marilia Albanese, one of our members and scholar of Khmer art.

We will travel to the villages through rivers and roads in the green of rice paddocks, where our projects are, far from the style of an organized tour. We will arrive in Phnom Penh where we will visit museums and palaces and also local markets. Our journey will end with a few days at the beach of Sihanoukville.

 

Christmas with Il Nodo

 

On 27 November Il Nodo organized a pre-Christmas event at the Golf Club in Solbiate Olona.



Lella Costa and Bebo Storti brought to our Christmas The Children of Cambodia. This was an opportunity to purchase Cambodian items for very useful Christmas gifts, including Il Nodo design objects and Cambodian silk garments produced there by the beneficiaries of our ongoing projects. In addition to the Il Nodo T-shirt, the book Stories from Another World and our 2010 Calendar, there were many more photos of faces and landscapes from Cambodia.

Funds from the sale were used to make a better Christmas for many children living in the villages where we operate.

2010 Calendar

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Gennaio 2009

PROGETTO FILTRI PER L’ACQUA E CORSO D’IGIENE IN DUE VILLAGGI DELLA CAMBOGIA

Corso su Acqua Potabile, Uso e Manutenzione del Filtro e Nozioni di Igiene
agli abitanti di due villaggi delle Province di Kompong Thom e Pursat


Tema principale del corso sono l’importanza dell’acqua pulita e le norme per uso e manutenzione corretti del filtro, ma è previsto un Corso di Igiene generale comprendente: igiene personale, informazioni sulla preparazione di cibi e bevande, le principale malattie, la cura di piccole ferite, pericolo e difesa dalle zanzare, vaccinazioni, educazione sessuale e AIDS e, per ultimo, anche lezioni su come difendersi dai fulmini. E’ stata un’idea di Martina quella di cogliere l’occasione delle Lezioni previste dal nostro Progetto Filtri per l’Acqua per fare un vero e proprio Corso di Igiene a tutta la popolazione dei villaggi beneficiari. L’argomento difesa dai fulmini è stato aggiunto all’ultimo momento in seguito ad un articolo apparso recentemente sul Cambodia Daily. Nell’ultimo anno i fulmini hanno fatto più vittime delle mine, 77 nel 2008, di cui 21 solo nella provincia di Pursat.
Il nostro progetto si rivolge per ora agli abitanti di alcuni villaggi delle province di Kompong Thom e Pursat, con la distribuzione di 100 filtri alle famiglie dei ragazzi sostenuti a distanza da NAAA, famiglie note da anni e con le quali è stato instaurato un buon rapporto di fiducia. Prima della distribuzione dei filtri sono stati sottoposti a controllo sanitario tutti i bambini per potere verificare l’efficacia dei filtri e la costanza d’uso da parte delle famiglie.
Inizialmente si era pensato di rivolgersi alle donne, le madri di famiglia, ed alle ragazze, le madri di domani. Importante sussidio didattico è stato un manuale in khmer, illustrato da disegni ingenui ma eloquenti, che abbiamo distribuito a tutti i partecipanti ai corsi. Ce ne ha ceduto il diritto di stampa ICS, Istituto Cooperazione e Sviluppo di Alessandria.
Visto il successo di questa prima fase - la partecipazione ai corsi è stata totale - si è deciso di replicare il progetto distribuendo altri cento filtri a nuove famiglie. Questa volta, oltre che alle donne, vorremmo rivolgerci a tutti i ragazzi, più disponibili a cambiare abitudini trasmesse da generazioni, e nei quali più forte è la spinta a migliorare le proprie condizioni. Già nella prima fase, per incoraggiare la partecipazione dei ragazzi, abbiamo distribuito una T-shirt disegnata da Alberto con l’immagine di un bambino che beve. Per la seconda fase sarà pronto il fumetto della storia scritta dalla prof. Marilia Albanese illustrata dal noto fumettista Maurizio Dotti.
In ognuna delle due zone rurali abbiamo un referente locale, Lam a Kompong Thom e Sakon a Pursat, incaricate di selezionare i bambini e le famiglie più bisognosi e di tenerli costantemente sotto controllo per verificare la salute e la frequenza a scuola dei beneficiari. Inoltre il personale NAAA e Il NODO è coadiuvato per i corsi di igiene da un training team - sette donne e un uomo – ognuno specializzato in uno degli argomenti da trattare. E’ stato ICS ha cercare nella popolazione persone in grado di tenere corsi di igiene. Un funzionario del Mistero per gli Affari Femminili, si è occupata della formazione della squadra cercando persone semplici, ma che godono di fiducia nella zona. Nella squadra ci sono un’insegnante e un’assistente sociale, ma anche agricoltori e una parrucchiera. Guadagnano fra i 5 e i 10 US $ al giorno e l’anno scorso hanno lavorato in tutto una trentina di giorni.
Il corso si tiene in tre sessioni di tre ore ciascuna, una prima della distribuzione del filtro, le altre dopo. Nel corso dell’anno successivo le famiglie beneficiarie verranno visitate una ad una con cadenza mensile dalle referenti locali, che faranno domande per ripassare e fissare le nozioni acquisite e verificheranno uso e manutenzione del filtro.


Kompong Thom, 16 gennaio 2009 – Lezione di Igiene all’Orfanotrofio

L’orfanotrofio di Kompong Thom mette a disposizione lo spazio per la lezione di oggi, una sala usata di solito per le lezioni o gli spettacoli di danza, con grandi aperture sull’esterno. L’orfanotrofio è organizzato in “famiglie” - una vicemadre e una decina di bambini di varie età per riproporre la famiglia cambogiana. Ogni famiglia alloggia in una casa che ha di fronte un orticello coltivato dai ragazzi. La nostra collaboratrice locale è Lam, un ragazza graziosa e sottile, che alloggia all’orfanotrofio con la famiglia no 7. Lam ha 26 anni, e quando ne aveva nove anni una mina scambiata per un giocattolo le ha portato via un braccio.
Sono presenti 25 allievi, soprattutto donne - madri e nonne dei ragazzi sostenuti a distanza da NAAA - e anche molti giovanissimi. Le donne più avanti in età hanno bocca e denti rossi per l’abitudine di masticare una foglia di betel arrotolata con calce e altre erbe all’interno, una droga casalinga dall’effetto stimolante.
Le famiglie presenti hanno già ricevuto il filtro e le istruzioni fondamentali per il suo uso. Lomnorm, l’assistente NAAA addetta ai sostegni a distanza, fa l’appello e gli allievi timbrano col dito intinto in un tampone blu. Molte delle donne hanno bambini piccolissimi, qualcuno succhia dalla madre, qualcuno si addormenta sul pavimento. Alla lezione assistono anche diverse nanny dell’orfanotrofio. Prima di tutto si ripassano le norme apprese nella lezione precedente. L’insegnante fa leggere ad alta voce una pagina del manuale a una ragazzina, mentre le donne adulte seguono guardando le figure. Si alternano i vari istruttori della squadra di formazione, chi parla di igiene personale, chi di preparare i cibi e lavare le stoviglie, chi di come difendersi dalle zanzare e chi di vaccinazioni. Esiste un programma nazionale di vaccinazione, ma questo non vuol dire che raggiunga tutti. Anagrafe e presidi sanitari sono solo nei grossi centri, e per la popolazione rurale può essere molto oneroso raggiungerli.
Alla fine di ogni lezione le donne battono le mani e si scambiano sguardi di approvazione. Prende la parola l’uomo della squadra e parla di sesso e AIDS, qui molto presente e oggetto di superstizioni. L’uomo tratta l’argomento senza mezzi termini, parla di condom, e le donne si guardano fra di loro per chiedersi che mai sarà questa diavoleria - nonostante costi 1000 riel, circa 20 centesimi di €, è comunque una spesa che i contadini non si possono permettere. L’uomo entra nei dettagli spiegando con gesti eloquenti come si usa l’oggetto misterioso suscitando grande ilarità
A metà mattinata, durante l’intervallo, vengono distribuite bottigliette di acqua e dolcetti di riso avvolti in foglie di banana che vanno letteralmente a ruba.

Kompong Thom, 17 gennaio 2009 – Lezione di Igiene alla scuola elementare

Oggi la lezione si svolge in una vera e propria aula di una scuola di campagna, banchi di legno che ricordano de Amicis, alle pareti qualche manifesto con il corpo umano, i numeri, le lettere. Nel grande cortile di terra gialla ci sono un paio di filtri in cemento dono di Hagar, una ONG internazionale.
La lezione si svolge come al solito: distribuzione del grosso manuale di igiene, poi il nostro staff parla del filtro. “Come si lava il filtro? Col detersivo o senza?” Si accavallano risposte confuse e contraddittorie, interrotte da una ragazzina che precisa: “col detersivo si lava solo il secchio di plastica, la parte in terracotta invece si lava con acqua bollita”. “Come si tiene il filtro?” la solita prima della classe risponde sicura: “Il filtro in terracotta si impugna solo dall’esterno, mai toccare l’interno con le mani sporche”. Poi si alternano i membri del training team. Seguono ripasso e domande e le solite timide risposte.
Durante l’intervallo, dopo la distribuzione di dolcetti, Martina e la sua assistente Lomnorm si mettono al centro del gruppo di donne e ragazzi, intonano una canzone Khmer e ballano, seguite da tutti. La danza è una grande passione, una danza fatta soprattutto con le mani, di cui tutti conoscono i movimenti armoniosi e per noi quasi impossibili. I bambini saccheggiano il sacco degli involtini di foglie di banana e ne vediamo un paio pompare l’acqua dal pozzo per riempirsi la bottigliette vuota, proprio davanti a un vistoso cartello “Acqua non potabile”. Indecisi se ridere o piangere richiamiamo tutti sui banchi e ricominciamo da capo.
Alla fine della mattinata ci riceve il direttore della scuola, un uomo alto, scuro di pelle, distinto. L’uomo con tono formale ci dice di essere onorato di avere ospitato il nostro corso e ci ringrazia per il nostro interesse alla popolazione cambogiana. In fondo alla direzione c’è un filtro identico a quelli da noi distribuiti ma con la targa Unicef 2006. Il direttore incrocia la direzione del nostro sguardo e un po’ intimidito confessa che lui non ha mai imparato ad usarlo. Accenniamo ai filtri in cortile evidentemente non in uso e lui si giustifica dicendo che Unicef e Hagar hanno distribuito i filtri senza fare corsi. Come convincere questo autorevole signore a tornare sui banchi di scuola?


Pursat, 21 gennaio 2009 - Lezioni in pagoda

Il nostro corso oggi si svolge in pagoda, un tempio essenziale e approssimativo, in una delle zone più povere del Paese. I cambogiani sono molto devoti e, anche se indigenti, non risparmiano doni al tempio, ma qui tutto trasmette un’idea di grande povertà. Al nostro arrivo le donne con semplici ramazze fatte di fascine legate, cercano di pulire alla meglio il pavimento coprendoci di polvere. Due cani solo pelle e ossa e tre gattini spelacchiati girano indisturbati nel tempio. Gli allievi - madri, nonne, pochi uomini e molti ragazzi - sono già seduti per terra, in tutto una cinquantina di persone. Diverse facce note, sono i ragazzi sostenuti a distanza della zona e le loro famiglie. Martina e il suo staff sono entrati nelle loro case e hanno un rapporto di fiducia da anni.
Lomnorm fa l’appello, poi presenta Martina, che saluta a mani giunte, dice due parole in khmer, ricorda ai presenti come il rapporto fra NAAA e gli abitanti dei villaggi intorno a Pursat duri da anni e quante cose sono state fatte insieme in tutto questo tempo - controlli sanitari ai bambini, cure ai malati, sostegno per mandare a scuola i bambini, acquisto di biciclette per quelli più lontani.
Due monaci avvolti in drappi color zafferano si accovacciano per terra di fianco ai docenti e tutti dobbiamo sederci per terra, nessuno può avere la testa più alta di loro. I monaci si rivolgono ai presenti parlando del significato dell’acqua pura per il buddhismo e dell’importanza di bere solo acqua pulita. Molte delle donne ascoltano a mani giunte quando parlano i monaci. Alla fine Martina ed io portiamo ai due religiosi un cestino di doni, inginocchiandoci davanti a loro: un saio arancione, tè, zucchero, spazzolino da denti e dentifricio e una piccola offerta in denaro, cinquemila riel, meno di un €. Poi prende la parola il capo villaggio e anche lui usa la sua autorità per rafforzare il nostro messaggio sull’acqua pulita raccomandando di seguire gli insegnamenti che oggi verranno impartiti. Martina ringrazia anche lui con un cesto di frutta.
Distribuiamo a tutti un quaderno ed una matita, che potranno sempre essere usati per la scuola, e comincia la lezione. Sakon, collaboratrice NAAA nella zona di Pursat, comincia a parlare del filtro, a chi lo aveva già ricevuto chiede se lo sa usare, diverse mani si alzano. Sì lo sanno usare. Nella zona sono stati acquistati in passato 20 filtri col denaro di una donazione del socio Il Nodo, Paolo Pianezza. Sakon, grossa ed energica, chiede se sanno perché spesso hanno diarrea, alcuni rispondono di si. Prosegue mostrando varie foto, fra cui alcune di parassiti intestinali e verifica se sanno che cosa sono. Poi, coadiuvata da Chetra, Project Assistant de Il Nodo, mostra il filtro e prosegue la lezione coinvolgendo con frequenti domande le famiglie che sanno già usarlo. Ad alcune domande solo scambi timidi di sguardi, ad altre rispondono in coro i ragazzi, mentre sullo sfondo i monaci salmodiano le loro nenie.
Ai ragazzi viene chiesto di leggere alcune parti del manuale e solo loro prendono appunti sul quaderno che hanno ricevuto. Gli adulti si limitano a girare e rigirare le pagine del manuale illustrato. La lezione prosegue al pomeriggio. Molti a mezzogiorno vanno a casa e, per quelli che abitano più lontano, abbiamo provveduto un catering, scatolette di polistirolo contenenti un semplice pasto di riso, carne e verdure.
Alla sera, al momento di andare a casa, si distribuiscono i filtri. Le famiglie vengono chiamate una ad una. Ad ognuno, con uno scambio di inchini e di sorrisi, viene dato un filtro completo e due T-shirt grigie con l’immagine del bambino che beve. Chi riceve firma col pollice intinto in un tampone rosso. Poi ognuno si avvia verso casa col suo carico. Un gruppo di persone dirette allo stesso villaggio si arrampica su un camioncino aperto già pieno di balle di tela. Il camioncino viene caricato all’inverosimile di filtri, adulti e bambini. Quelli che hanno la moto o la bici si offrono di trasportare anche i vicini. I mezzi a due ruote partono carichi di persone con i filtri tenuti in mano dai bambini o appoggiati davanti in equilibrio improbabile, fino a 5 persone e due filtri. Un’unica ragazzina – la nostra prima della classe - sembra essersi organizzata per l’evento e lega con gesti efficienti il carico con cinghie elastiche che si è portata da casa. Un’altra lasciando la pagoda col suo fagotto troppo grande per lei non trova più la bici - un dono di NAAA per raggiungere la scuola - e piange disperata. Per lei e per gli anziani sprovvisti di mezzi di trasporto Martina chiama un motodop, una moto pubblica, l’unico trasporto disponibile. Una anziana che cammina curva a fatica viene issata sulla moto col suo filtro in mano. Vedendoli partire ci sembra di avere votato i beneficiari del nostro progetto ad incidente certo e ci uniamo alle preghiere dei colorati abitanti della pagoda per la loro incolumità.
Nella pagoda vivono 70 monaci, fra anziani e allievi. Ci riferiscono che bollono l’acqua, ma non usano filtri. Alla nostra offerta di donare un filtro anche a loro, rispondono che sarebbero contenti di averne 70. Forse non hanno capito bene che i filtri non sono bottiglie e che sono di uso collettivo, ma l’immagine del tempio trasformato in mercato di filtri ci attraversa come un lampo la mente. Con un inchino a mani giunte, consegniamo solo sette filtri, uno ogni dieci monaci, non senza un breve ripasso su uso e manutenzione.

Pursat, 22 gennaio – A scuola con polli e mucche

Oggi il corso si svolge in una casa del villaggio. Lo spazio all’aperto sotto le palafitte dell’abitazione funge da aula. Una lavagna e semplici banchi di legno, completano l’arredamento. La padrona di casa è moglie del capo villaggio e le riunioni del Consiglio comunale si svolgono a casa loro.
Oggi alla lezione assistono, oltre a una mucca e diversi polli, una ventina ragazze, donne e anziane, tre ragazzi nell’ultima fila tutti con addosso la nostra maglietta grigia e un uomo talmente vecchio che Martina si informa come mai sia qui. Ci dicono che era l’unica persona della famiglia che potesse venire stamani. Dopo la presentazione di Martina, parla la padrona di casa che ricorda ai presenti come l’organizzazione qui rappresentata abbia sempre aiutato la gente del villaggio, per questo lei è felice di mettere a disposizione la sua casa per il corso.
La lezione si svolge secondo il solito schema, dopo la distribuzione del grosso manuale di igiene, si alternano i membri del training team. Chetra parla dei fulmini coadiuvato da Sakon. Mentre lui disegna alberi e nuvole. Sakon, scrive di fianco i dati degli incidenti per fulmini, i morti nei villaggi intorno a Pursat e in tutto il paese. I fulmini in Cambogia quest’anno hanno fatto più vittime delle mine e l’argomento raccoglie un vivo interesse. I presenti - di solito timidi e silenziosi - hanno ognuno una sua esperienza da raccontare - un vicino di casa morto mentre tornava a casa in moto, un amico colpito col telefonino in mano - o qualcosa da chiedere: “se gli alberi attirano i fulmini, quando sono nei campi a lavorare cosa faccio?” Chetra per mostrare la posizione da assumere chiama un ragazzino e lo fa accucciare per terra con la testa fra le ginocchia. Una donna chiede: “se viene il temporale io corro subito in casa, i fulmini non possono certo passare attraverso il tetto” Chetra parla delle antenne TV e dei tetti di lamiera, molto comuni ormai, perché assai più economici dei tetti tradizionali di legno e foglie di palma. Le mucche brucano tranquille la poca erba secca, ma i polli schiamazzano forse per reclamare l’occupazione del loro spazio e le galline ci interrompono spesso annunciando di avere fatto l’uovo nelle ceste appese alle travi.
L’ anziano seduto in ultima fila, maglietta gialla e un solo dente in bocca, scusandosi a mani giunte, interrompe l’insegnante, una donna energica dalla voce particolarmente acuta: “le tue parole non sono complete, parli solo delle cose da mangiare e non ci dici la prima cosa che mi ha insegnato mia madre: lavarsi le mani dopo essere andati in bagno”. Risata generale. L’Insegnante si giustifica: “la lezione non è finita, io devo parlare di igiene del cibo, la collega 2rlerà di igiene del corpo”. Poi riprende, ma viene di nuovo interrotta dal vivace vecchietto: “che parola è quella, cosa hai detto? Parli come un barang” dice indicandomi con il dito. Barang significa “francese”, ma per estensione lo si usa per indicare tutti gli stranieri. La maestra viene da un’altra provincia ed ha usato una parola che qui non conoscono.
Durante l’intervallo la padrona di casa ci mostra come cosa preziosa il contenuto di due grossi vasi: una poltiglia grigiastra non meglio identificata con un forte odore di pesce fermentato, e pesci d’acqua dolce sotto sale per la preparazione del prohoc, uno dei principali piatti locali.
Dopo la merenda prende la parola una ragazzina e, mostrando un manifesto con le varie parti del corpo, insegna come lavarsi, accolta dall’infaticabile anziano: “Ti ascolto volentieri, perché tu hai un buon odore!”. La ragazza continua parlando di batteri e dell’importanza di lavarsi spesso e bene le mani soprattutto quando si maneggiano i neonati, il cibo, il filtro dell’acqua e quando si puliscono le ferite. Una donna in prima fila interrompe a voce alta, orgogliosa di potere dare il contributo: ”Io lo so cosa sono i batteri, li ho visti nei capelli di mia figlia!” Le altre donne annuiscono energicamente, solo noi sorridiamo. Bisognerà aggiungere l’argomento “pidocchi” nelle nostre lezioni.
Conclude la docente dalla voce acuta e verifica la comprensione con domande agli allievi. Forse un po’ seccata dalle interruzioni dell’indisciplinato anziano, si rivolge con insistenza a lui nelle domande sperando di coglierlo in castagna, ma lui risponde sempre preparatissimo.
Nei discorsi di chiusura rivolgo un grazie particolare all’anziano signore che ha vivacizzato la lezione di stamani e lui mi ringrazia col suo smagliante sorriso ad un solo dente, poi si mette il casco e parte in moto col suo filtro. Sono sicura che lui ne farà buon uso.

Luciana Damiani Cannetta
Foto Alberto Cannetta


Serata Il Nodo - 17 Dicembre 2008


Rassegna Stampa
il 14 novembre è apparso su ASIA TIMES The End of an NGO Era in Cambodia di Craig Guthrie che copre dal 2004 la Cambogia per varie testate

Natale 2008 - Calendario 2009

Il nodo si presenta per il suo primo Natale con un calendario da tavolo illustrato da foto di danza Khmer. Contiamo sull’aiuto di tutti per diffonderlo in cambio di una donazione minima di 10€ a copia.

Collaborazione con NAAA, Infanzia Cooperazione Sviluppo – Ingrid Maccanti, Presidente di NAAA, la Onlus torinese di cui Martina è Cambodia Country Representative e Santiago Asia Program Manager, ha invitato Luciana e Alberto ad un viaggio in Polonia per visitare alcuni orfanotrofi e documentare la realtà dell'abbandono nel Paese.

Nel corso dei giorni passati insieme si sono poste le basi per una costruttiva collaborazione NAAA e il Nodo e si è verificata la possibilità di progetti comuni.

NAAA è interessato a continuare il Progetto Design Sociale (Il Nodo Bighetti), iniziato con Hagar Cambogia e ad associarsi con noi sul Progetto Filtri dell’acqua e Igiene in un villaggio della Cambogia, ampliandolo ad altri villaggi e aggiungendo nuove attività. Da parte nostra abbiamo manifestato interesse ad associarci al Progetto Bambini, Prigionieri innocenti di cui discuteremo nella prossima assemblea dei soci.


Gennaio in Cambogia - Luciana, Alberto, Roberta hanno in progetto un viaggio in Cambogia in gennaio 2009 denso di programmi:

  • verificare la possibilità di continuare il progetto Il Nodo Bighetti inziato con Hagar.
  • incontro con Lotus Pond, una ONG locale
  • visita di cantieri edili per verificare le modalità di lavoro, i materiali usati, le norme di sicurezza
  • contattare negozi turistici per la vendita di quanto prodotto dai nostri ragazzi. Vorremmo insegnare ai giovani che lavorano ai nostri progetti a diventare imprenditori di se stessi e non solo ad essere bravi artigiani, quindi vorremmo sviluppare possibilità di vendita in loco.
  • visitare l’orfanotrofio di Kompong Thom e parlare con il direttore Sean Chea, con cui già esiste un rapporto di collaborazione, per possibili progetti di formazioni con i ragazzi più grandi.
  • incontri con ristoranti e alberghi di Sihanoukville per verificare interesse alla formazione di cuochi di cucina italiana e internazionale
  • fare reportage fotografici e forse anche riprese cinematografiche dei progetti in corso.


Fumetto d’autore - Il progetto Filtri dell’acqua e corso di Igiene in un Villaggio della Cambogia è ormai avviato, ma numerose ricerche hanno rivelato che tante sono le ONG, fra cui UNICEF, che hanno condotto progetti simili in Cambogia. Tutte hanno fornito i filtri e ne hanno insegnato l’uso, alcune hanno distribuito manuali illustrati in khmer sulle norme di igiene. Noi vorremmo fare qualcosa in più, non solo manuali, ma qualcosa che associ l’apprendimento di nuove regole ai miti ed alle tradizioni popolari attraverso un mezzo di sicuro impatto, il fumetto. L’amica, Marilia Albanese, studiosa di livello internazionale di arte khmer, ha scritto per il nostro progetto una fiaba, i cui personaggi sono divinità locali e spiriti maligni. Maurizio Dotti, noto disegnatore, affascinato dalla fiaba, sta studiando per noi il fumetto che la illustrerà.

Collaborazione con ICS, Istituto Cooperazione e Sviluppo - Nell'ambito di una possibile collaborazione, ICS, una Onlus italiana con sede ad Alessandria che opera in Cambogia, ci ha offerto un manuale illustrato di norme igieniche, da loro realizzato e tradotto in khmer, per un progetto simile al nostro Filtri per l'acqua e Igiene in un villaggio della Cambogia.